Installazione urbana - Bergamo Festival

Installazione urbana

Quel che resta del bene

Festival Fare la pace 2020

Installazione urbana

1-31 luglio Bergamo


Bergamo riparte ma non dimentica. Cento giorni di coronavirus hanno lasciato dei segni profondi nelle case, per I tanti lutti e la malattia, nell’economia della città, che fa I conti oggi con le perdite economiche e il desiderio di ricominciare, ma soprattutto dentro tutti noi. Non siamo più gli stessi. Lo diciamo in molti. La paura che il virus possa di nuovo riprendersi le nostre vite è ancora nell’aria ma anche la forza e la voglia di guardare avanti. Il Festival Fare la pace è ormai diventato un appuntamento consueto del mese di maggio per la città di Bergamo: quest’anno non l’abbiamo potuto fare come al solito ma ci eravamo ripromessi di ritrovarci con il nostro pubblico non solo online, con I dialoghi via social, ma anche dal vivo. Abbiamo scelto come date il 10-12 luglio, e una location bellissima come quella dell’ex monastero di Astino. Il tema che avevamo scelto era “Quel che resta del bene”. Ci chiedevamo, in sostanza, se in una società che sembra così disgregata ci sia ancora spazio per l’altruismo. Non potevamo rispondere a questa domanda da soli e abbiamo coinvolto per trovare delle risposte il mondo della cooperazione sociale bergamasca. Un mondo in cui tantissimi operatori hanno scelto di stare accanto alle fragilità spinti proprio dal desiderio di far diventare il bene dell’altro un proprio stile di vita. Il nostro cammino è stato bruscamente interrotto ma la domanda è rimasta aperta e forse questa pandemia ci ha dato anche una risposta. Non si esce da un trauma collettivo senza uno spirito realmente solidaristico.

E’ nata così l’installazione urbana “Quel che resta del bene”, realizzata grazie al contributo di Concooperative e Cesvi, e il patrocinio del Comune di Bergamo. La Bergamasca conta almeno 3.000 morti (stando ai dati ufficiali ma si stima siano molti di più) di coronavirus, 14 mila positivi dall’inizio della pandemia. La nostra città è diventata tristemente famosa in tutto il mondo per I numeri dei morti apparsi nelle necrologie de L’Eco di Bergamo. In questi mesi è nato anche il progetto BGXBG (BergamoperBergamo), una rete di un migliaio di volontari che si sono attivati per stare accanto alle famiglie più bisognose portando la spesa, farmaci, pagando bollette o per una telefonata contro la solitudine e il dramma. Un grande movimento di solidarietà promosso dal Comune di Bergamo con Confcooperative e Cesvi, che durante l’emergenza si è attivato anche per sostenere le strutture sanitarie della città fornendo dispositivi di protezione e attrezzature mediche urgenti. In 152 manifesti in giro per la città cerchiamo di raccontare proprio “Quel che resta del bene” dopo Covid-19 a Bergamo. Abbiamo scelto 13 foto e 13 parole che campeggeranno per Bergamo dall’1 al 31 luglio come affissioni negli spazi comunali per raccontare la cura dei medici, degli infermieri, degli educatori, dei volontari. Gli scatti sono del fotografo bergamasco Giovanni Diffidenti che in questi mesi ha raccontato la Bergamo del lockdown e le parole della giornalista Elena Catalfamo che ha raccolto un insieme di testimonianze e riflessioni nate dal mondo della cooperazione sociale. L’installazione urbana, curata da don Giuliano Zanchi, presidente del comitato scientifico del BergamoFestival, è nata grazie alla collaborazione di educatori, coordinatori e alcuni presidenti di numerose cooperative sociali aderenti a Confcooperative a cui va il nostro grazie prima di tutto per quello che hanno fatto per la comunità in questi mesi.


 

Immagini e parole verranno messe in dialogo per realizzare una serie di 13 manifesti da diffondere negli spazi delle affissioni comunali in una mostra per la città per tutto il mese di luglio. L’intento è che, nella città che riprende vita, si crei uno spazio condiviso (finalmente) di rielaborazione di quanto accaduto negli ultimi tre mesi.

Date: 1-31 luglio

Luogo: le vie della città di Bergamo

L’installazione urbana è a cura di don Giuliano Zanchi, presidente del comitato scientifico del Bergamo Festival

Hanno collaborato: Elena Catalfamo, Francesca Monge, Sara Ruggeri, don Cristiano Re.
Fotografie: Giovanni Diffidenti
Testi: Elena Catalfamo
Progetto grafico: Silvia Polinoro
Partner: Concooperative, Cesvi, Comune di Bergamo, Asst Papa Giovanni XXIII.
Si ringraziano gli educatori e I coordinatori delle cooperative L’Impronta, Il Consorzio Sol.co Città Aperta, Ecosviluppo, Alchimia, Il Pugno Aperto, Aeper, Biplano, Cooperativa Ruah per il contributo nella realizzazione della mostra.

Link: BergamoXBergamo e Comune di Bergamo - Confcooperative - Cesvi - Asst Papa Giovanni XXIII