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Edizione 2019

IN NOME DEL POPOLO SOVRANO:
INQUIETUDINI, SOGNI E REALTA’

Questi anni di insistente crisi economica hanno portato alla luce profonde mutazioni nel tessuto sociale della vita collettiva. Si è in particolare resa manifesta l’ampiezza di uno scollamento che separa sempre di più le masse popolari dalla cultura delle cosiddette élite, il senso comune dai saperi specialistici, i ceti medi dalle rappresentanze istituzionali. In questa incomprensione sempre più conclamata è venuto meno il ruolo dei vecchi corpi intermedi che assicuravano una elaborazione culturale e politica ai problemi e allo scontento della cosiddetta gente. Il campo del confronto politico ha visto così emergere e trionfare un po’ ovunque forze di governo che si presentano come dirette rivendicazioni delle ragioni popolari. Il popolo sembra essere andato al potere.

Ovunque nel mondo il consenso pubblico va a forze politiche di aperte posizioni sovraniste e di chiari orientamenti protezionistici. Gli umori sociali in cui tutto questo si rende possibile sono quelli che congiungono malcontento a utopia, problemi reali e risposte immaginarie, effettivi limiti di sistema a irrealistiche prospettive di cambiamento. Il tutto assecondato dalla demagogia dei nuovi leader politici che rischia di cavalcare una rabbia che, non riportata alla ragione, potrebbe trovare nuovamente sbocchi potenzialmente drammatici. In nome del popolo sovrano.


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