Edizione 2018

Edizione 2018

RICONCILIAZIONE:
RIANNODARE FILI NELLA SOCIETA’ DEI CONFLITTI

L’estensione su scala planetaria di un insieme di valori nati nella tarda modernità occidentale ha determinato un livello di uniformità della vita civile e dei processi chiamati a regolarla che ha spesso risuonato come una promessa di uguaglianza destinata indistintamente a tutti. Era questo il sogno alimentato dalla cosiddetta globalizzazione. Un mondo di libera circolazione di beni, valori, e persone, favorito da una economia senza confini e dalla lingua comune dei processi democratici, sarebbe stato un mondo più felice per tutti, dominato da processi di comunione sempre più consolidati. Ma in questo grande villaggio globalizzato sembrano al contrario aprirsi in continuazioni crepe e divisioni, rivendicazioni e pretese, disuguaglianze e differenze.
Il nostro è diventato un mondo sempre più abitato da conflitti che richiedono un continuo paziente lavoro di riconciliazione. Non si tratta solo delle grandi riconciliazioni legate a storici conflitti politici. Ma anche del bisogno di riannodare i fili di tensioni che in molte forme e a diversi livelli attraversano la nostra società. Dalle nuove pulsioni separatiste che si sono impadronite di molte aree geografiche, comprese quelle nate inaspettatamente anche in Europa, alle turbolenze geopolitiche che sembrano scuotere le grandi potenze mondiali. Dalle sempre più ampie disparità fra nord e sud del mondo all’amplificarsi del divario fra molto ricchi e molto poveri anche nella società italiana. Ma anche il crescente conflitto fra la condizione dei giovani e le strutture sociali che determinano il loro presente e pregiudicano il loro futuro. La misteriosa tensione fra mondo maschile e universo femminile che sembra in questi ultimi anni manifestarsi nell’ormai conformato fenomeno dei femminicidi. Il divario sempre più largo fra senso comune e sapere critico, fra opinione e competenza, fra la superstiziosa onniscienza della rete e la debolezza pubblica di un sapere argomentato. Fra la giustizia dei tribunali e quella della vita. Fino a quella guerra fra poveri che oppone migranti in cerca di fortuna a europei in preda all’insicurezza.

Bergamo Festival FARE LA PACE

Un mondo che ha bisogno di riannodare le relazioni che stanno a fondamento della sua tenuta civile. Uno degli strumenti decisivi per riconciliare dove spadroneggia il conflitto è certamente quello della parola, del confronto, della comprensione critica. BergamoFestival FARE LA PACE prova ancora a dare il suo piccolo contributo per addestrare a questo atteggiamento di confronto e di analisi, di parole ascoltate con attenzione e scambiate con calma, di argomenti affrontati con pazienta. Al riparo dalla fretta con cui alle inquietudini si vuole subito rispondere con l’isolamento.